treno Modica Palermo

“Guardi il lato positivo, potrà anche abbassare il finestrino e godersi il panorama”.

Il capotreno, gentilissimo, mi invita così a immergermi nell’esperienza di viaggio che mi sarebbe stata offerta a bordo della ALN 668, l’Automotrice Leggera a Nafta che mi avrebbe portato a Caltanissetta Xirbi, stazione di cambio dove avrei proseguito alla volta di Palermo, destinazione finale che avrei raggiunto in 4 ore e 48 minuti.

La littorina, intanto, procede il suo viaggio attraverso la bella campagna ragusana. Partita puntualmente dalla stazione di Modica alle 7.41, arriva altrettanto puntuale alle 8 a Ragusa, offrendo scenari suggestivi su Ragusa Ibla. É troppo freddo per aprire il finestrino, l’umidità tipica del mattino, che noi qui in Sicilia amiamo chiamare muddura, é a mille, ma il panorama è davvero bello e, per il momento, non ho nessuna intenzione di rimpiangere il più moderno treno Minuetto di cui, alla partenza, stamane alla stazione di Modica, non c’era alcuna traccia.

Alla fine penso che l’odore di gasolio che si avverte in carrozza sia normale, del resto mi trovo a bordo di una automotrice con 40 anni di servizio alle spalle.

Ma va bene così. Fino ad un certo punto, però, perchè inizio a notare una certa insofferenza sul volto degli altri passeggeri. Pendolari esperti, loro, hanno già compreso che il treno dopo poco più di un’ora di viaggio ha accumulato già 10 minuti di ritardo, lo stesso minutaggio, 10 minuti, che coincide con il tempo di cambio treno previsto a Caltanissetta Xirbi, ancora lontana. Se la matematica va applicata, la coincidenza sembrerebbe già persa, ma non mi scoraggio, il treno recupererà o al massimo il treno in coincidenza ci aspetterà, penso io.

Nella mia mente però inizia ad echeggiare una vocina che avevo ignorato fino a quel momento: quella delle persone che – prendendomi per una sorta di eroe – mi avevano scoraggiato ad usare il treno per raggiungere Palermo. “Cosa, in treno Modica Palermo? Ma sei proprio sicuro? Fatti tuoi…”. Mi avevano detto.

Scaccio la vocina e continuo a scattare foto dal finestrino, ancora chiuso, alla campagna punteggiata da ville e casolari, al mare sul cui orizzonte si alza la piattaforma Vega, ai passaggi a livello e alle stazioni in transito come quella di Gela. Oltre la massicciata dei binari su cui viaggia il mio treno, una distesa verde mi impedisce di capire dove finisce la stazione e inizia la campagna perchè la vegetazione spontanea ha quasi completamente ricoperto binari, evidentemente, non in uso da tempo e muti testimoni di un passato migliore. Anche l’orologio collocato nella pensilina dei binari è stato sfondato e mai ripristinato. Metafora di un tempo che si è fermato per tutta la stazione e da questo momento del viaggio, anche per me.

Il treno Modica Palermo procede verso l’entroterra siciliano alla volta di Caltanissetta: il ritardo si accumula sempre di più… fino allo stop. La littorina, priva di climatizzazione, inspiegabilmente si ferma nel bel mezzo della campagna nissena al KM 144 sotto un sole che sembra fine estate.

Cresce l’insofferenza dei passeggeri e anche la mia. Un pendolare smaliziato dice: “Se si hanno appuntamenti in vista questo treno non va preso”.

Dalle 10.53 alle 11.15 l’automotrice resta inchiodata sui binari, non va ne avanti, ne indietro; il personale, cordiale, e professionale (si comprende che desiderano risolvere prima possibile il problema) premuroso rassicura: “Ripartiremo presto e a Caltanissetta troverete il bus sostitutivo che vi condurrà a Palermo”.

Arriviamo a Caltanissetta Centrale e la voce registrata ci informa che il treno vi è giunto con 49 minuti di ritardo, seguono le scuse, incise sul nastro. Il personale – ancora premuroso – ci accompagna al bus che ci attende all’esterno della stazione. A Palermo centrale arriviamo alle 13.10 circa. Il ritardo complessivo si attesta a quasi 40 minuti.

Il viaggio è terminato e penso che tutto si sia compiuto: compreso aver scattato belle foto e aver abbassato il finestrino del treno, ma in questo caso per sfuggire al caldo della vettura che era rimasta ferma nella soleggiata campagna nissena.

nota: questo viaggio è stato effettuato in data 28 Ottobre 2019 e quanto scritto è il racconto della mia personale esperienza che non rappresenta un campione a fini statistici. Preciso che il viaggio di ritorno Palermo-Modica, effettuato il 29 Ottobre 2019, con il treno in partenza da Palermo Centrale alle 17.31, si è svolto regolarmente a bordo di comodi Treni Minuetto, in perfetto orario e con la consueta cordialità e professionalità del personale

info su ALN 668: https://it.wikipedia.org/wiki/Automotrice_FS_ALn_668

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